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Diversità, per me è stata la parola chiave di questo progetto, una diversità che porta a costruire emozioni concrete, relazioni e impegno. Altra cosa è poi trasformare tutto questo in fotografie o video. Per questo motivo il mio racconto si baserà proprio sulla Diversità e non sarà una narrazione cronologica.

Dal 20 al 28 Aprile 2015 sotto le bandiere dell’ Associazione Metodo

[ITALIA] e di ReCreativity [UNGHERIA], ma soprattutto sotto quella della Comunità Europea che finanzia progetti come questo con Erasmus Plus, si è svolto questo progetto: uno scambio internazionale bilaterale fra Italia e Ungheria. Dove? A Montevarchi, più precisamente alla Comunità di recupero di “Nuovi Orizzonti” sul colle dei frati cappuccini sopra al Pestello. Una famiglia, perché è così che ci hanno fatto sentire: come se fossimo tutti parte di una famiglia. Un posto che si è rivelato comodissimo per tutte le nostre attività. Quando lo abbiamo già detto, passiamo al perché. Nel 2011 è nata Metodo: un associazione di Promozione Sociale con il cuore rosso di passione per l’immagine e l’inclusione, la formazione personale come motore per ampliare le proprie competenze [skills per dirla all’inglese] e contribuire assertivamente a realizzare il nostro “progetto personale”. Io sono stato uno dei fondatori. Nel 2012 grazie a Metodo sono andato in Grecia come partecipante ad un progetto tipo questo, uno promosso sempre dalla comunità europea, Grundtvig – LongLife Learning. Erano esattamente 3 anni prima del nostro 4×4. Qui ho capito che avevo un SOGNO da realizzare, portare tutto questo dove vivo io, organizzandolo con l’associazione.  Ci son voluti 3 anni. Un po’ di tempo per crescere, un po’ per capire meglio, ma soprattutto per conoscere persone diverse. Perché se una cosa l’avevo chiara in mente era proprio il fatto che da solo non ce l’avrei mai fatta.

Diversità. Tutti siamo diversi. Diversa cultura, lingua, religione, diversa statura, diverse mani e occhi. E questo solo se vogliamo essere superficiali, se non proviamo minimamente a concentrarci sull’interno di noi stessi, sulle diverse risposte che diamo alle stesse domande, o al modo diverso di ascoltarle e capirle.

16 ragazzi di età diverse, che parlano lingue, indovinate come? con conoscenze? con approcci e caratteri? con passioni e attenzioni? tutte diverse. Io, per come sono diverso, ho visto un sacco di cose. Ho visto ragazzi impacciati prendere una telecamera e diventare protagonisti, ho visto ragazzi che hanno scoperchiato un mondo dentro quella stessa videocamera, ho visto i loro amici prendersene cura quando qualcosa andava storto, ho sentito pensieri profondi impressi in quelle registrazioni e sorrisi e scherzi in attimi fermati da fotografie. Ho visto ragazzi he con uno strumento in mano hanno iniziato ad analizzare il mondo e se stessi, ognuno in un modo diverso. Ho visto timidi diventare coraggiosi, ho visto singoli diventare un gruppo, ho visto 16 ragazzi in piedi su un palco a raccontare al pubblico la loro storia di una settimana. Ho visto un abbraccio enorme.

Per ognuno di loro ho scritto una parola: Ardion 4 ruote motrici: mai una lamentela sempre e solo atteggiamento positivo, un grande. Irando Cuore [buono] di Leone, Geraldo un esempio, Azzurra quel calore tiepido che ti scalda a primavera e ti rinnova di energia, Silvia un aquila capace di vedere oltre e mille cose tutte in una volta, Andrea più profondo del mare, Filippo talento puro e empatia, Elena con un sorriso meraviglioso, Antonio il legame Dora determinata e splendente, Viràg la meraviglia è dentro ma non è per tutti, Ezster una bolla di sapone delicata ma piena di energia e movimento, Julia una ballerina elegante e forte, Regina concretezza, Tamara curiosità ed entusiasmo, Kata sempre pronta ad aiutare, Fruzsina energia e consapevolezza.

Non finisce qui, il racconto, o meglio, il racconto finisce proprio qui… ora scorrono le foto, i video, e per chi l’ha vissuti quei momenti susciteranno ricordi, per chi invece è rimasto fuori speriamo la voglia di capire di più, di emozionarsi con noi. Buona Luce e Buona Diversità.


2018-05-14T09:16:25+00:00 17 maggio 2015|Stories, Training, Video|

About the Author:

Fotografare è trattenere il respiro quando le nostre facoltà convergono per captare la realtà fugace; a questo punto l'immagine catturata diviene una grande gioia fisica e intellettuale. Fotografare è riconoscere nello stesso istante e in una frazione di secondo un evento e il rigoroso assetto delle forme percepite con lo sguardo che esprimono e significano tale evento. È porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore. È un modo di vivere. (da Henri Cartier-Bresson, Contrasto, 2004)