Sono passati già 3 mesi dal mio rientro dall’ isola di Keyodhoo. Non appena potrò metterò anche un post sul mio sito che racconti e faccia vedere le immagini scattate, i piatti cucinati ma anche le persone, i volti. La cosa bella è che questa opportunità mi è arrivata all’improvviso, grazie anche a persone che hanno fatto il mio nome e che spero di non aver deluso. Si parlava di Expo e io erano 2 giorni che pensavo a come muovermi, a quale strategia adottare per essere presente all’ expo2015. Suona il telefono e arriva la proposta…. si può essere più fortunati? Forse si, ma la sensazione che avevo era di aver grattato il gratta e vinci giusto! Quella stessa sensazione l’ ho avuta nel momento in cui ho iniziato a vedere le prime foto, soprattutto quelle di reportage, quelle della pesca, delle signore che preparano il cibo. Il reportage non è mai stato il mio forte. Per questo motivo prima di partire mi sono allenato, con la mente, per velocizzarmi, per capire, per leggere prima che qualcuno scrivesse. Che fatica! ma che bello! vedere i volti delle persone emozionarsi per le mie foto. Vivere e riuscire a condividere con la stessa forza quei momenti che io avevo osservato e fotografato. Taste of Maldives è un libro di ricette, ma ci racconta anche come il popolo maldiviano vive il cibo. Ci racconta attraverso le immagini e le parole un percorso, brevi spezzoni di vita che vanno dal mercato del pesce, fino al sorriso dei bambini che per la prima volta assaggiano le frittelle al cocco. Ci sono mani, occhi, denti, piedi e pinne. Ci sono i colori del mare e del cielo e le mille sfumature argentee dei pesci. Vedere questo posto con l’occhio di chi deve raccontarlo è stato per me gratificante. Sposta di molto il mio solito punto di vista. Se vivi un luogo per poterlo raccontare lo vivi forse più intensamente, almeno per certi aspetti. Devi capire un po’ un popolo per riuscire a raccontare qualcosa di lui. Questo libro per me è un morso, un assaggio  di un posto stupendo dove spero di riuscire a tornare, magari non per lavoro, così da poterlo vedere con un occhio ancora diverso. Buona Luce e grazie a Claudia Stiatti, Orietta Maffei, Liudmila Musatova e Daniele di Francesco.

2018-05-14T09:16:25+00:00 18 maggio 2015|food, Stories|

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Fotografare è trattenere il respiro quando le nostre facoltà convergono per captare la realtà fugace; a questo punto l'immagine catturata diviene una grande gioia fisica e intellettuale. Fotografare è riconoscere nello stesso istante e in una frazione di secondo un evento e il rigoroso assetto delle forme percepite con lo sguardo che esprimono e significano tale evento. È porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore. È un modo di vivere. (da Henri Cartier-Bresson, Contrasto, 2004)